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L’artista è inevitabilmente espressione del suo tempo e Giancarlo Nucci ha usato i suoi colori, le sue spatole e i suoi materiali per fermare l’attimo, per prendere una sorta di “appunto storico pittorico”, così come un giornalista avrebbe fatto sul suo taccuino. Un modo per ritornare ad osservare il fatto senza i dettagli della cronaca, senza la costrizione delle parole, ma solo con la forza della loro emozione e la ricerca del loro significato.” (Melina Scalise)